Lavoro non bullismo

“Il vostro datore di lavoro è quel che dice di essere?”

Attenzione:

In tale articolo mi sono ben ragguardato da utilizzare termini quali: padrone, principale, responsabile, o superiore. Perché in essi v’è una costante morale, etica e delle volte anche fisica: la continua attività di vessazione, e quindi di maltrattamento e oppressione, nei confronti del dipendente reso schiavo ed incapace di reagire. Molto diversa è, invece, la definizione di datore. Ovvero colui che fornisce un’ attività a compenso, e che per nessun motivo, sancito dalla legge, è obbligato a rendervi inferiori, infelici e domiciliati in un posto di lavoro sgradevole, a causa del cattivo management.

“Non siete obbligati a sopperire. Ma, neppure siete in grado di creare nuovi meccanismi, liberi da sentimenti negativi nei confronti di chi non vi rende la vita facile, IDEALE?”

Cosa fare, dunque? Mi permetto di darvi qualche buon consiglio:

  • Smettete di cibarvi delle sue critiche, soprattutto se queste non edificano nulla. Tanto meno un dialogo o un interazione tra di voi. Continuando la dieta rischiate momenti di grande caos ed insoddisfazione, causa e precedenza di stress cronici importanti: mentali e  fisici.
  • Tenete nota delle reali problematiche da risolvere, e di quelle che invece ritenete FALSE.  Ovvero ingegnate appositamente per sminuirvi.
  • Non permettete che il vostro datore di lavoro vi sminuisca, e pubblicamente. Se ad esempio in esercizio commerciale. Siete essenziali l’uno per l’altra. Cercate un dialogo sincero su come entrambi possiate cooperare per essere vincenti.
  • Anticipate i vostri colleghi sulla risoluzione di eventuali problemi, non ancora noti al datore di lavoro.
  • Non confidatevi con i vostri colleghi riguardo le vessazioni che subite dal vostro datore di lavoro.
  • Non accettate gli sfoghi di rabbia irragionevoli. Non fatelo col silenzio.
  • Cercate di notare se vi è incoerenza tra ciò che il datore progetta, ciò che si può attuare nel concreto, e ciò che si aspetta. Nel generale e da voi dipendenti.
  • Gli obblighi lavorativi non devono essere ingestibili. Parlate dell’importanza del vostro tempo.
  • Siate sempre professionali, e continuate a lavorare con educazione fino alla fine della vostra giornata lavorativa.
  • Continuate a sorridere, non per il vostro datore di lavoro, ma, per la vostra società: ciò che rappresentate.
  • Il senso dell’umor aiuta a mantenere il controllo dello stress, utilizzatelo.

“Il vostro datore di lavoro potrebbe non cambiare mai. Ma voi potete farlo con la vostra vita.”

Un ultimo consiglio, prima di cambiare lavoro, e d’istinto, fate delle ricerche di mercato, valorizzando le vostre competenze di settore, e assicuratevi di avere una possibilità “sicura” a breve.

Manuele Marazzi